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articulos y estudios1ANTECEDENTI PER UN DISEGNO DI LEGGE.
Le donne italiane emigrate all'estero e quelle nate nei paesi stranieri, di origine italiana, hanno subito la discriminazione che, in ogni modo, non è stata esclusiva d'Italia, ma comune a tutti i paesi.Dopo l'entrata in vigore della Costituzione Repubblicana il 1º gennaio 1948, diverse norme giuridiche, sentenze dei Tribunali, e circolari dei Ministri, con il corso degli anni, hanno modificato questa situazione, ma ancora restano ostacoli al pieno riconoscimento dell'uguaglianza tra uomo e donna.Molti italiani che furono costretti ad emigrare, principalmente nel ventesimo secolo, hanno dovuto prendere la cittadinanza del paese che li ha accolti. Con gli accordi di doppia cittadinanza, hanno posteriormente riacquistato l'originale italiana, ma i figli nati nel frattempo non possono essere riconosciuti cittadini italiani. C'è pure il caso di quelli che vogliono prendere la cittadinanza italiana rivolgendosi direttamente al comune d'origine, ma gli si chiede l'attestato di non rinuncia, non del suo antenato italiano, ma dei loro discendenti in linea retta che non hanno mai avuto la cittadinanza italiana, e perciò non possono avere rinunciato ad uno stato che mai hanno avuto.I principali problemi nei quali sono immersi moltissime persone di ceppo italiano, sono:
a) L'impossibilità per le donne italiane di trasmettere la loro cittadinanza ai figli nati prima dal 1.1.48; b) L'impossibilità per gli uomini e le donne italiane di comunicare la loro cittadinanza ai figli avuti nel fra tempo che sono stati, solamente, cittadini di un altro paese, ed all'atto del riacquisto della cittadinanza italiana quei figli erano gia maggiorenni; c) L'impossibilità di rivolgersi direttamente al comune d'origine, senza presentare l'attestato di non rinuncia. a) Il primo problema è derivato dal parere reso dal Consiglio di Stato, nel senso che la sentenza d'illegittimità costituzionale del 1983, non può retroagire oltre il 1.1.48. Questo parere non è accettato dalla Sezione Prima civile, della Cassazione, che ha ammesso che la moglie italiana può trasmettere la cittadinanza italiana ai suoi figli nati prima dal 1.1.48, che acquistano in questa data la cittadinanza di sua madre. La Cassazione, a Sezione Unita, non accetta il criterio della Sezione Prima. Questa posizione delle Sezioni Unite, lede gravemente il principio di eguaglianza (art. 3 Cotituzione) ed il dogma dell'unità della famiglia che sorge della stessa Costituzione vigente, giacchè due figli della stessa madre hanno uno status civitatis diverso per essere nati prima o a partire della predetta data. b) Il secondo problema deriva della considerazione che l'interruzione della trasmissione della cittadinanza per il fatto dell'adozione di cittadinanza di un paese straniero per un antenato, vede la possibilità ai suoi discendenti di essere cittadini. Questo è un parere erroneo tutta volta che lo status civitatis è un diritto inalienabile dell'uomo, e non può essere soggetto alle contingenze della vita dell'antenato, che è stato costretto a adottare un'altra cittadinanza, precisamente per la mancanza d'opportunità nel suo paese d'origine, e questa contingenza non può ledere il diritto inalienabile del suo discendente, fondato nel diritto naturale. c) Il terzo è semplicemente un problema che può risolversi con profitto tanto per i cittadini, o futuri cittadini, come per i consolati italiani nel mondo intero, già che permette fare l'iscrizione direttamente nel Comune d'origine con la semplice eliminazione del requisito dell'attestato di non rinuncia. L'allargamento della possibilità d'acquistare la cittadinanza italiana a tutte le persone comprese in questi problemi, d'accordo a quello che è stato ut supra menzionato, tutte di ceppo italiano, ha pure un'importanza geopolitica per l'Italia, già che la mancanza d'abitanti per il basso tasso di natalità in Europa potrà essere rimediato con l' arrivo d'abitanti d'origine italiana. Oppure, l'eventuale provvedimento favorevole potrà considerarsi come riparazione per il ritardo nel riconoscimento della cittadinanza per queste persone. Si ritiene pertanto necessario un intervento legislativo volto ad eliminare questi ostacoli che significano una disparità di trattamento nei diritti dei cittadini, con il seguente disegno di legge:
DISEGNO DI LEGGE Art. 1. 1. All'articolo 1, comma 1, lettera a, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono aggiunge le seguenti parole: "...anche se nato prima dall' 1º gennaio 1948". Art. 2. 1. All'articolo 14, 1, della legge 5 febbraio 1992, si aggiunge le seguente parole: "I figli maggiorenni di chi riacquista la cittadinanza, nelle condizioni di questa legge, possono fare la dichiarazione per acquistare la cittadinanza italiana, senza perdere la sua cittadinanza d'origine se la legge del suo paese glielo permette". Art. 31. Alla Circolare K 28, 8 aprile 1991, del Ministero dell'Interno, lettera B, Procedura per il riconoscimento della cittadinanza italiana, n. 6, se aggiunge le seguenti parole: " Alle persone comprese nella presente legge potrà essere richiesto solo documento menzionato nell'appartato B, n. 5 di questa circolare"Art. 4. 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale".
VERSION CASTELLANA
PROYECTO DE LEY SOBRE CIUDADANÍA.ANTECEDENTES PARA UN PROYECTO DE LEY.
Las mujeres italianas emigradas al exterior y aquellas nacidas en los paises extranjeros, de origen italiano, han sufrido la discriminación que, de ningún modo fue exclusiva de Italia, sino común a todos los países.Luego de la entrada en vigor de la Constitución Republicana el 1º de enero de 1948, diversas normas jurídicas, sentencias de los Tribunales, y circulares de los Ministerios, con el curso de los años, han modificado esta situación, pero todavía restan obstáculos al pleno reconocimiento de la igualdad entre hombre y mujer.Muchos italianos que fueron constreñidos a emigrare, principalmente en el vigésimo siglo, han debido tomar la ciudadanía del país que los ha acogido. Con los acuerdos de doble ciudadanía han, posteriormente readquirido la original italiana, pero sus hijos nacidos en el tiempo en el que sus padres habían perdido la ciudadanía, no pueden ser hoy reconocidos ciudadanos italianos.También existe el problema de aquellos que quieren tomar la ciudadanía italiana dirigiéndose directamente a la comuna de origen, pero se les solicita la atestación de no renuncia, no de su antepasado italiano, sino de todos sus descendientes en línea recta que no han nunca tenido la ciudadanía italiana, y por ello no pueden haber renunciado a la misma, en tanto no puede renunciarse a lo que nunca se ha sido.Los principales problemas en los que están inmersas muchísimas personas de origen italiano, son:
a) La imposibilidad para las mujeres italianas de transmitir su ciudadanía a sus hijos nacidos antes del 1.1.48; b) La imposibilidad para los hombres y mujeres italianos de comunicar su ciudadanía a los hijos nacidos en el entre tiempo que han sido, solamente, ciudadanos de otro país, y el acto de readquisición de la ciudadanía italiana se produjo cuando aquellos eran ya mayores. c) La imposibilidad de dirigirse directamente a la comuna de origen, sin presentar la atestación de no renuncia. a) El primer problema deriva del parecer emitido por el Consejo de Estado, en el sentido que la sentencia de ilegitimidad constitucional de 1983, no puede accionar retroactivamente mas allá del 1.1.48. Esto parecer no es aceptado por la Sección Primera, Civil, de la Casación, que ha admitido que la mujer italiana puede trasmitir la ciudadanía a italiana a sus hijos, nacidos antes del 1.1.48, que adquieren en esta data la ciudadanía de su madre. La Casación, en Secciones Unidas, no acepta el criterio de la Sección Primera. Esta posición de las Secciones Unidas, lesiona gravemente el principio de igualdad (art. 3, Constitución) y el dogma de la unidad de la familia que surge de la misma Constitución vigente, ya que dos hijos de l a misma madre tienen un status civitatis diverso por haber nacido antes o a partir de la predicha fecha. b) El segundo problema deriva de la consideración que la interrupción de la transmisión de la ciudadanía, por el hecho de la adopción de ciudadanía de un país extranjero, por un antepasado vede la posibilidad a sus descendientes de ser ciudadanos Por ello se puede afirmar que el status civitatis es un derecho inalienable del hombre, y no puede ser sujeto a las contingencias de la vida del antepasado, que ha sido constreñido a adoptar otra ciudadanía , precisamente por la falta de oportunidades en su país de origen, y esta contingencia no puede alterar el derecho inalienable de su descendiente, fundado en el derecho natural. c) El tercer problema es simplemente de naturaleza burocrática y puede resolverse con proveyó, tanto para los ciudadano o futuros ciudadanos, como para los consulados italianos del mundo entero, ya que permite hacer la inscripción directamente en la Comuna de origen con la simple eliminación del requisito de la atestación de no renuncia. Sobre tal atestación, que tiene una naturaleza "negativa" ya que debería atestar aquello que no ha pasado, se podría fácilmente superar el obstáculo poniendo a cargo del Estado de proveniencia (y no a cargo del ciudadano requirente) la cargo de declarar la situación de su status, tratándose en último análisis de problemática de carácter publicístico.El ensanchamiento de la posibilidad de adquirir la ciudadanía italiana a todas las personas de origen italiano, que se encuentren en esta situación puede tener una importancia geopolítica para Italia, ya que la falta de habitantes por la baja tasa de natalidad en Europa podría ser compensada por la llegada de habitantes de origen italiano En todo caso la eventual consolidación de la extensión de la ciudadanía podrá considerarse como el justo reconocimiento al aporte dado a Italia por los emigrantes en los decenios (y siglos) pasados, e incluso una reparación al vacío legislativo causado por una ley inicua, incluso desde hace tiempo declarada inconstitucional e que en cambio se continúa de hecho aplicando. Si considera por lo tanto necesario una intervención legislativa encaminada a eliminar estos obstáculos que han creado una grave disparidad de tratamiento en los derechos de los ciudadanos. Sigue nuestro proyecto de ley:
PROYECTO DE LEY Art. 1. 1. Al artículo 1, inciso 1, letra a, de la ley Nº 91, del 5 de febrero de 1992, se agregan las siguientes palabras: "...aún nacido antes del 1º de enero de 1948". Art. 2. 1. Al artículo 14, 1, de la ley del 5 de febrero de 1992, se agregan las siguientes palabras: "Los hijos mayores de quien readquieren la ciudadanía , en las condiciones de esta ley, pueden hacer la declaración para adquirir la ciudadanía italiana, sin perder la ciudadanía de origen si la ley de su país se lo permite". Art. 31. A la Circular K 28, del 8 de abril de 1991, del Ministerio del Interior, letra B, Procedimiento para el reconocimiento de la ciudadanía italiana, Nº 6, se agregan las siguientes palabras: " A las personas comprendidas en la presente ley podrá ser requerido solo el documento mencionado en el apartado B, Nº 5 de esta circular" Art. 4. La presente ley entra en vigor el día siguiente a aquel de la publicación en la Gazzetta Ufficiale.
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